Archivio per marzo, 2008

Progetto di estensione ed implementazione della vaccinazione HPV al fine della migliore salute sessuale e riproduttiva delle donne

marzo 08, 2008 Di: Palma Del Zompo Categoria: Sanità

Il 28 febbraio 2007 l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deliberato la commercializzazione e le modalità di rimborso del vaccino per la prevenzione delle lesioni causate da papillomavirus umano (Hpv), tipi 6,11,16 e 18 – Gardasil®.
Hpv 16 e 18 sono responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma della cervice uterina, che ancora oggi provoca ogni anno in Italia oltre 1000 decessi, mentre i tipi 6 e 11 causano circa il 90% dei condiloma anogenitali.
La decisione dell’Aifa fa dell’Italia il primo Paese europeo ad adottare una strategia vaccinale pubblica contro il virus Hpv ed è in linea con i pareri scientifici già formulati dalla Commissione tecnica Aifa e dal Consiglio superiore di sanità, che avevano ravvisato l’opportunità di vaccinare gratuitamente tutte le ragazze al compimento del 12° anno di età. Un’indicazione, questa, che ha trovato il consenso delle Regioni e che consentirà di avviare questa importante iniziativa di sanità pubblica in tutta Italia. Circa 280.000 dodicenni saranno chiamate quindi a una vaccinazione con una dose iniziale e due richiami a distanza, rispettivamente, di due e sei mesi dalla prima dose. La spesa prevista a carico del Servizio Sanitario Nazionale è di circa 75 milioni di euro l’anno.
Le evidenze scientifiche disponibili indicano che il vaccino è sicuro, ben tollerato ed altamente efficace nella prevenzione delle lesioni precancerose della cervice uterina causate dai tipi 16 e 18. Con quest’iniziativa si completa così l’offerta dei servizi di prevenzione del Servizio sanitario nazionale contro il carcinoma della cervice uterina, che già oggi prevede appositi programmi di screening periodico per le donne tra i 25 e i 64 anni, attraverso l’esecuzione di un Pap test ogni 3 anni
La necessità di sforzi ulteriori per riequilibrare i livelli di diffusione di questi programmi di screening tra le varie Regioni italiane ha trovato particolare attenzione nella Legge finanziaria 2007 che, all’articolo 808, prevede la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2007 e di 36 milioni di euro per il biennio 2008-2009, proprio per incrementare e promuovere gli screening femminili, soprattutto nel Sud Italia.
Per il Consiglio superiore di sanità, in linea con le indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità e delle principali società scientifiche internazionali, è doveroso porre l’accento sull’efficacia della strategia combinata vaccinazione-screening, raccomandando alle donne vaccinate di sottoporsi a screening, seguendo le linee guida di riferimento per le non vaccinate. Infatti, la protezione esplicata dalla vaccinazione è limitata ai tipi di Hpv contenuti nel vaccino, responsabili della maggior parte ma non della totalità dei casi di cancro della cervice uterina. Le donne vaccinate quindi, continuano a essere esposte al rischio di sviluppare lesioni causate da altri tipi di Hpv ad alto rischio oncogeno.

Lo screening citologico e i relativi interventi hanno ridotto l’incidenza del cancro cervicale fino al 60% in alcune popolazioni nelle quali lo screening è intensamente praticato. Studi condotti sul rapporto costo-efficacia sembrano indicare che l’approccio più vantaggioso in questo senso sia la vaccinazione effettuata a 12 anni di età e gli screening citologici triennali, a partire dai 25 anni.

Qualsiasi strategia dovrebbe essere comunque accompagnata da azioni di arruolamento attivo, che comprendano interventi capillari di informazione e comunicazione (su vaccinazione, prevenzione del carcinoma del collo dell’utero, programmi di screening e attività sessuale) rivolti ai soggetti target della campagna e alle loro famiglie. Condizione preliminare per raggiungere un’elevata copertura vaccinale è infatti realizzare un’adeguata informazione della popolazione, parallelamente alla formazione del personale sanitario coinvolto. Il Consiglio superiore di sanità raccomanda perciò di organizzare momenti conoscitivi e di promozione dell’immunizzazione in ambito scolastico, lavorativo e consultoriale, e di programmazione dell’accesso alla vaccinazione presso i servizi territoriali

Messaggi chiave del progetto

IMPORTANZA DI SOMMINISTRARE IL VACCINO COME PARTE DI UN SERVIZIO PIU’ COMPLESSO, BASATO SULL’EQUITA’ E SULL’EVIDENZA SCIENTIFICA: si dovrebbe evitare di avviare una strategia isolata di vaccinazione e cogliere l’occasione per rinforzare i servizi e le strategie esistenti nel campo della salute sessuale e riproduttiva.
La campagna vaccinale x HPV dovrebbe essere costruita usando le strutture esistenti dei servizi vaccinali ma si dovrebbero costruire partnership strette con i servizi della salute sessuale e riproduttiva , quelli per la prevenzione del Ca del collo dell’utero, quelli per gli adolescenti e la prevenzione del AIDS (consultori)

L’OFFERTA DI UN VACCINO A RAGAZZI CHE SI TROVANO PRIMA O INTORNO AL DEBUTTO NELLA VITA SESSUALE COSTITUISCE UN’OCCASIONE UNICA PER AFFRONTARE ALTRI BISOGNI DI QUESTA CATEGORIA DI SOGGETTI COSI’ DIFFICILI DA RAGGIUNGERE.perciò l’occasione della vaccinazione potrebbe essere usata come meccanismo per rinforzare altre iniziative rivolte agli adolescenti, come i programmi di educazione sessuale, quelle sui corretti stili alimentari, il tabacco e le malattie sessualmente trasmesse.
Informazioni:
I RESPONSABILI DELLE POLITICHE SANITARIE E DELLE COMUNITA’ LOCALI debbono comprendere i nessi tra l’introduzione del vaccino ed i programmi già esistenti per la prevenzione del ca del collo dell’utero e le malattie sessualmente trasmesse per poterli implementare e coordinare , si debbono coinvolgere nel progetto le organizzazioni della società civile, le società scientifiche e professionali sanitarie, le associazioni dei malati ..

GLI ADOLESCENTI E LE FAMIGLIE dovrebbero ricevere informazioni su HPV, sul rapporto tra virus e cancro, sul vaccino, ed in particolare del perché è indirizzato alle ragazze di una certa età, i suoi potenziali benefici e la sua sicurezza e limiti.

LA NOSTRA PROPOSTA

- Ampliare l’offerta vaccinale (Nel 2008 nella provincia 1612 tredicenni - Spesa prevista 606.434 (376.20x 1612) -Gratuità o compartecipazione degli utenti ?
- Creare occasioni e strumenti per migliorare la salute sessuale e riproduttiva delle donne nel nostro territorio

OBIETTIVI

- focalizzare l’attenzione sulla salute sessuale e riproduttiva delle donne
- Estendere l’offerta vaccinale
- migliorare l’integrazione dei servizi di prevenzione e di quelli che si occupano di salute sessuale e riproduttiva
- Sensibilizzare gli operatori e l’opinione pubblica sulle malattie sessualmente trasmesse
- Rilanciare il ruolo del consultorio

AZIONI

- Trovare finanziamenti: coinvolgimento di Enti pubblici e privati
- Fare formazione per operatori
- Informare la pubblica opinione
- Realizzare l’offerta vaccinale ed il materiale informativo
- Predisporre gli strumenti di verifica
- Coinvolgere mass media e terzo settore

ATTORI COINVOLTI
- PROVINCIA
- ASUR
- MEDICI DI MEDICINA GENERALE
- PEDIATRI
- DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
- CONSULTORIO
- GINECOLOGI
- SOCIETA’ SCIENTIFICHE
- ORDINI DEI MEDICI
- ASSOCIAZIONI
- TERZO SETTORE
- SCUOLA
- COMUNITA’, FAMIGLIE
- FARMACISTI

CONCLUSIONE
Con l’introduzione del vaccino HPV abbiamo oggi una preziosa arma per migliorare la salute sessuale e riproduttiva della popolazione: le istituzioni debbono coglierne l’opportunità per svolgere il ruolo propositivo e di coordinamento necessario per centrare l’obiettivo.

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