Archivio per ‘Sanità’

De Profundis per l’Azienda Ospedaliera”Ospedali Riuniti Marche Sud”

luglio 30, 2010 Di: Palma Del Zompo Categoria: Attualità, Politica, Sanità

 

Qualche giorno fa, lo scorso 19 Luglio per precisione, la Giunta Regionale delle Marche ha deliberato la “Proposta di legge regionale “ che sancisce la proposta del nuovo Piano  Socio-Sanitario per il triennio 2010-2012. Tante le novità, tra cui il parziale accorpamento dei servizi sociali in ambito sanitario, la soppressione dell’ARS (Agenzia Regionale Sanitaria), l’aggiunta all’elenco degli Enti del SSR sia dell’INRCA sia dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti Marche Nord” ( che integra gli ospedali di Fano e Pesaro) già istituita dalla l.r.21/2009, modifiche all’organizzazione in Area Vasta con maggiori poteri di delega da parte dell’ASUR…

…e l’Azienda Ospedaliera” Ospedali Riuniti Marche Sud” che doveva integrare i due ospedali di Ascoli e S.Benedetto che fine ha fatto???

C’era già stata, analogamente al progetto per il Nord delle Marche riconosciuto in questo piano, una delibera di giunta regionale, per la precisione la n° 805 del 18 Maggio 2009,  che proponeva proprio l’istituzione di una Azienda che doveva integrare i servizi tra gli Ospedali di Ascoli e S.Benedetto, in un’ottica di gestione della Sanità in Area Vasta ,  ottimizzando la spesa senza penalizzare la qualità dell’offerta sanitaria, in altre parole : alcuni servizi in un Ospedale , alcuni nell’altro, con alcuni Primariati in comune, facendo nascere delle eccellenze che rispondessero al bacino di utenza di tutta la Provincia e anche di regioni limitrofe, cercando di colmare quel divario di investimenti in risorse sia umane che tecnologiche che da tempo avviene a scapito del nostro territorio rispetto ad altre aree della regione… e  poi? Che è successo di tutto questo lavoro? Si è avuto paura di assumere in prima persona la responsabilità di questa gestione ? Non si sono trovati i soldi necessari ancora una volta per il sud delle Marche?

 

 L’iter legislativo si è bloccato, ci sono state le dimissioni dell’ex-direttore Dr. Petrone, l’avvento del commissario Dr. Esposito, ora del nuovo direttore Dr. Novelli.. e il progetto dell’Azienda Ospedaliera ? Azienda che significa autonomia giuridica, amministrativa, gestionale  rispetto alla semplice concentrazione di offerta sanitaria in Area Vasta ? è semplicemente sparita, desaparecida, il tutto nel silenzio più assordante dei nostri amministratori locali che avrebbero dovuto seguire, perorare , supportare con progetti ed iniziative questa possibilità.

Nella mia veste di presidente della commissione consiliare affari sociali-sanità e di professionista della sanità, ho cercato di scriverne,  di parlarne nell’ambito della commissione, ma sono stata tacciata di ingerenza” della politica nella sanità : appunto come se non esistesse una politica sanitaria !

Come se non fosse chiaro che l’ingerenza che i cittadini e tutti noi non vogliamo non sia quella di scelte o magari di progressioni di carriera non trasparenti e non certo la discussione aperta su queste tematiche così decisive per la qualità dell’offerta sanitaria nel nostro territorio.

Mi chiedo dove sono finiti gli oltre 30 progetti che facevano parte dei 2 team-work in cui sono stati coinvolti i professionisti dei 2 Ospedali di Ascoli e S.Benedetto, che servivano a riempire di possibili contenuti la nascente Azienda Ospedaliera .

 Si sono mai riuniti i protagonisti di questa possibile fusione nell’ultimo anno ??

Sono stati coinvolti nella decisione di affossare…pardon…abbandonare il progetto, già partito, per costituire l’Azienda Ospedaliera integrativa dei due nosocomi piceni?? Oppure la partecipazione è necessaria nella forma, ma non nella sostanza perché le decisioni vere, importanti si prendono a prescindere??

Davvero tante domande che attendono una risposta , le attendo come consigliere comunale, come presidente della commissione consigliare affari sociali-sanità, come medico e come cittadino, insieme a tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra sanità.

Palma Del Zompo

FINALMENTE UNA LEGGE DI CIVILTA’!

marzo 11, 2010 Di: Palma Del Zompo Categoria: Bioetica, Sanità

Ieri, 9 marzo, la Camera ha approvato definitivamente la legge sulle Cure Palliative. Una legge approvata all’unanimità, fortemente voluta anche dal centro-sinistra; insomma per una volta tutti d’accordo, mentre da un lato di legiferava sulle  leggi vergogna (salva-liste  e legittimo impedimento) dall’altro si scriveva una bella pagina del nostro Parlamento: la difesa della salute non ha colore. Anch’io, fra tante voci in tutta Italia, ho sollecitato il Parlamento a legiferare in proposito, con una Mozione presentata ed approvata dal Consiglio Comunale di S.Benedetto nell’agosto 2008 .Oggi è finalmente una realtà.

Cosa sono le Cure Palliative? Sono quelle cure che, non potendo più portare alla guarigione della persona, le consentono una qualità di vita accettabile e priva, o almeno il più possibile povera, di dolore nell’ultima fase dell’esistenza.  Perchè il dolore toglie dignità alle persone ammalate e a coloro che se ne prendono cura.

Questa legge è rivolta ad oltre 250 mila pazienti terminali, 11 mila minori inguaribili, milioni di malati cronici. E’ una legge di civiltà che permetterà ai medici di prescrivere oppiacei sul ricettario normale, senza troppa burocrazia; che indurrà alla determinazione ed alla valutazione del dolore nella cartella di ogni paziente ricoverato in ospedale ,cercando di realizzare il sogno di un ospedale senza dolore; che prevede l’istituzione di due reti distinte , una per le cure palliative, l’altra per la terapia del dolore, costituite dall’insieme delle strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali e dalle figure professionali che erogano le cure, omogeneizzandone i contenuti e uniformandone la spesa, oggi diversissima nelle varie Regioni. Favorendo la creazione degli “Hospice”, che sono strutture residenziali per pazienti terminali, oggi assolutamente insufficienti. Gli Hospice in Italia sono 200 per circa 2300 posti, nella nostra Regione sono sei (Fano, S.Severino, Loreto, Chiaravalle,Fabriano,Offida), con una disponibilità di posti ben inferiori ai bisogni, per esempio solo 3 posti (sulla carta) per l’Hospice di Offida che dovrebbe coprire tutta la Provincia di Ascoli Piceno. E’ stata stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni inseriti tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario regionale, e per renderne cogente la realizzazione le Regioni inadempienti non potranno accedere ai finanziamenti integrativi del Servizio Sanitario  Nazionale per l’anno successivo.

Ora, come al solito, bisognerà vigilare perché tutte queste belle cose non rimangano sulla carta,o vengano scaricate sugli operatori senza adeguate risorse tecniche , organizzative,e soprattutto senza adeguate  risorse umane, perché non dobbiamo dimenticare che al centro di tutto ci sono uomini e donne che aiutano altri uomini e altre donne nel periodo più critico della loro vita.

Dr.ssa Palma Del Zompo

Candidata al Consiglio della Regione Marche per Italia Dei Valori

Intervista sulla Sanità per ilquotidiano.it

gennaio 19, 2010 Di: Palma Del Zompo Categoria: Politica, Sanità

 

Organizzazione su area vasta e Azienda ospedaliera unica: problemi aperti. Intervista alla consigliera Palma del Zompo.

 

Dalla delibera della Giunta regionale dell’ottobre 2007 che ha dato il via, all’interno del Piano Sanitario regionale, al Progetto sperimentale per l’istituzione dell’ Area Vasta nelle zone nord e sud della regione Marche (Fano- Pesaro, Ascoli-San Benedetto), ancora nessuna novità ed iniziativa di pianificazione a lungo termine è stata assunta per la razionalizzazione del servizio sanitario dell’area picena.

 

L’ultimo evento significativo, ma in negativo, le dimissioni del Direttore Sanitario Generale nonché responsabile dell’attuazione del Progetto Area Vasta della zona Ascoli-San Benedetto, dottor Giuseppe Petrone, che, esecutive a partire dal 30 settembre 2009, lasciano decapitato a livello operativo il progetto stesso, nonostante la nomina di un commissario con incarico temporaneo, il dottor Massimo Esposito.

Per portare un contributo di chiarezza ai cittadini su un tema di importanza centrale nella vita quotidiana delle persone e in cui l’adozione di determinati obiettivi, l’assunzione di precise scelte riguardo le possibili modalità attuative, non saranno privi di conseguenze nella esistenza concreta di migliaia di persone, sarebbe auspicabile che i cittadini stessi ricevessero una informazione, per quanto possibile, puntuale ed esauriente sulla complessità dei problemi e sulla valutazione delle differenti opzioni finora in campo.

Ne abbiamo parlato con la Consigliera comunale dottoressa Palma del Zompo, che del progetto di area vasta è sempre stata sostenitrice e che ritiene che la sfida impegnativa rivolta alla realizzazione di una razionalizzazione del servizio sanitario nell’ area del piceno, vada raccolta ed evasa attraverso un serio impegno politico di tutti gli attori coinvolti e che si debba uscire dall’immobilismo in cui attualmente il progetto è bloccato.

 

Per fare un po’ di chiarezza circa gli eventi politici e amministrativi legati all’attuazione del Piano Sanitario regionale e offrire un contributo di chiarezza riguardo i problemi in campo occorrerebbe ripercorrere in sintesi l’iter di tutta la vicenda. Come nasce il Progetto di organizzazione su area vasta?

Obiettivo generale dell’istituzione dell’organizzazione su area vasta è quello di concentrare gli interventi sanitari richiesti nel territorio in modo da conseguire il raggiungimento di un livello di specializzazione ottimale nei diversi settori evitando la dispersione di risorse, la frammentazione e la disomogeneità dei protocolli di trattamento, e incrementando invece la costituzione di poli specialistici di elevata qualità.

Si tratta di modalità di riorganizzazione ed erogazione dei servizi sanitari già ampiamente studiate ed adottate in altre regioni nelle quali hanno dato buona prova di sé in termini di efficienza e rispondenza ai bisogni del territorio (un esempio quello dell’Emilia Romagna).

 

Il principio elementare su cui questo tipo di organizzazione e gestione del servizio si basa è quello per cui “non tutti possono fare bene tutto” ed è quindi opportuno creare sinergie tra i vari presidi sanitari (dagli ambulatori, alle cliniche, alle strutture più grandi) in modo da coordinare ed integrare nel modo più efficiente possibile le prestazioni di ognuno. Il concetto organizzativo è quello dell’ “Hub and spoke” basato sull’integrazione centro-periferia.

Ad esempio nella nostra zona in cui esistono due ospedali (Ascoli e San Benedetto) in parte sovrapponibili per interventi e prestazioni, occorrerebbe operare in modo da specializzare ciascuno di essi con propri servizi sanitari di eccellenza, integrati tra loro in forme di intervento complementari in relazione alle diverse richieste sanitarie, sollevandoli invece dalla gestione di tutta una serie di interventi ed esigenze che potrebbero essere soddisfatti più efficacemente attraverso il ricorso a strutture sanitarie di minori dimensioni diffuse sul territorio.

In questo contesto, naturalmente andrebbe definito e rigorosamente regolato il rapporto tra sanità pubblica e privata, in modo che non si verifichino situazioni di privilegio o monopolio e che l’integrazione avvenga nell’interesse dell’utenza e della razionalizzazione.

 

Come nasce la decisione di orientarsi nei confronti di questa scelta, quali le motivazioni politiche e amministrative che l’hanno alimentata?

Si tratta di un obiettivo ambizioso e di consistente impegno attuativo, ma in qualche modo ineludibile per una serie di condizioni e contingenze sia di ordine legislativo (federalismo fiscale con diminuzione di posti letto disponibili per ospedalizzazione da portare a 130 per 1000 abitanti), sia di ordine demografico (allungamento delle attese di vita e tendenza costante all’aumento della percentuale di anziani e delle patologie geriatriche nella popolazione della regione, le quali non sempre trovano nell’ospedalizzazione la soluzione più adatta) sia, infine, di ordine strategico ( se oggi si registra una “grande spesa per quanto riguarda il settore ospedaliero…” e una “ bassa spesa nella prevenzione e nella territorialità….. dobbiamo compiere questa inversione di tendenza.” Da un documento della Giunta Regionale)

 

Come è stata data attuazione fino ad oggi al Progetto di area vasta?

Per conseguire gli obiettivi oggetto del Progetto sono stati istituiti ed hanno operato in questi due anni, due gruppi di lavoro, uno a indirizzo tecnico amministrativo e l’altro deputato alla progettualità sanitaria, composti di professionisti dotati di competenze specifiche relative ai due ambiti.

Il lavoro dei due team work ha prodotto circa una trentina di progetti di cui però solo una piccola percentuale ha trovato attuazione.

 

In questo contesto, nell’aprile 2009, è stato istituita con delibera di Giunta regionale l’ Azienda sanitaria degli ospedali riuniti delle Marche sud per la quale è stata prevista autonomia gestionale e amministrativa con previsione di disponibilità di mezzi atti a garantire la qualità dei servizi. Tale istituzione doveva essere seguita dal passaggio in Commissione Sanità e dal successivo in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.

E’ proprio in questa fase che l’iter si è fermato e le dimissioni del Direttore Generale hanno ulteriormente rallentato il procedimento di attuazione del progetto.

Le dimissioni del Dottor Petrone, sebbene ufficialmente motivate con ragioni personali, sono state interpretate un po’ da tutti come un atto di “dissenso” nei confronti degli organi regionali che non hanno dedicato all’attuazione del progetto di area vasta della zona sud delle Marche (Ascoli- San Benedetto) quella attenzione e, soprattutto, quei finanziamenti, indispensabili per l’avvio del progetto stesso.

E’ urgente allora dare corpo ad una iniziativa politica più incisiva di quella fin qui condotta che coinvolga professionisti, politici e cittadini nella prospettiva di ottenere una correzione della sperequazione, che si è accumulata negli anni, nella distribuzione delle risorse nei vari territori della regione e che ha penalizzato in maniera significativa la nostra zona.

Sarebbe indispensabile avanzare proposte concrete e dimostrare una competenza progettuale politico-amministrativa più decisa e coerente nei confronti della regione.

Esistono nel nostro territorio professionalità in grado di elaborare proposte e progetti concreti per incrementare e qualificare l’offerta di servizi sanitari e dare concretezza alla organizzazione su area vasta.

Io stessa, per il mio ambito di intervento e per le esigenze di cura che ho potuto riscontrare nel mio lavoro di medico di base e specialista in ginecologia, mi sentirei di avanzare specifiche proposte.

Una di queste potrebbe essere la creazione di un centro di endoscopia ginecologica che, in grado di praticare interventi poco invasivi, consentirebbe di intervenire su molte patologie femminili senza ricorrere all’isterectomia oggi reputata in molti casi inutile e invasiva.

O l’istituzione di un centro per i disturbi dell’alimentazione (anoressia e bulimia) che rappresentano una patologia ormai radicata nella nostra società soprattutto tra i giovani e che non trova neppure in prossimità della nostra area sanitaria territoriale strutture in grado di offrire indicazioni e risposte adeguate.

Anche il potenziamento della raccolta del cordone ombelicale, iniziata con successo nell’ospedale di San Benedetto, potrebbe essere un’opportunità da potenziare, chiedendo magari alla regione di individuare, proprio nella nostra area vasta, la sede della banca regionale di raccolta, oggi situata in un’altra regione.

 

Queste sono solo alcune proposte, ma attingendo alle competenze professionali del territorio e lavorando di concerto con tutte le realtà locali, senza campanilismi e rivalità, ma avendo a cuore solo il benessere e la salute dei cittadini, si potrebbe impegnare le risorse presenti in un progetto di grande respiro.

 

 

 

 

 

 

 

Qual è invece, al momento, lo “stato dell’arte”?

L’attualità invece ci pone oggi di fronte al fatto che nessuna iniziativa viene stimolata e assunta al fine di dare seguito a quanto previsto nel Piano Sanitario Regionale e alla concretizzazione del progetto dell’ area vasta.

 

A complicare questo quadro di “attesa”, si sono inserite intanto alcune proposte alternative, come quella relativa alla creazione di un ospedale “di vallata” (del Tronto) che dovrebbe nascere dalla fusione dei due ospedali tutt’ora esistenti, Madonna del Soccorso e Mazzoni.

Si tratterebbe di avviare la costruzione di una megastruttura verso la quale pur non essendoci obiezioni di principio, si potrebbe facilmente opporre le seguenti considerazioni:

  • Tale alternativa non è prevista nel Piano Sanitario Regionale che invece ha indirizzato la sua attenzione verso il progetto dell’ area vasta

  • La costruzione ex novo di una struttura così grande comporterebbe tempi davvero lunghi per poter iniziare ad operare, ammesso che tutte le procedure per il suo avvio si svolgano tempestivamente.

 

Perché il Progetto di organizzazione della sanità su area vasta non raccoglie la indispensabile energia politica per essere avviato alla realizzazione?

Perché non si apre su di esso e sulle varie alternative in campo un’ampia discussione pubblica che si traduca, innanzitutto in un’informazione dettagliata ai cittadini riguardo il servizio sanitario di cui in futuro saranno fruitori?

Anche se i problemi in campo sono complessi e di non facile accessibilità da parte di tutti, è dovere della politica rendere trasparente e il più possibile comprensibile il quadro che si prospetta sulla sanità locale predisponendo strumenti atti a fornire a cittadini e professionisti della sanità, la consapevolezza delle ricadute che le scelte che si vanno a compiere avranno sulla vita concreta delle persone.

 

 

Mozione sulla Pandemia Influenzale

settembre 24, 2009 Di: Palma Del Zompo Categoria: Politica, Sanità

 Al Sindaco del Comune di S.Benedetto del Tronto

MOZIONE

CONSIDERATO che

L’influenza costituisce un importante problema di sanità pubblica a causa della sua ubiquità, contagiosità, variabilità antigenica dei virus. Si stima che in Italia l’influenza stagionale causi ogni anno circa 8.000 decessi. 
Il mezzo più efficace e sicuro per contrastarne la diffusione è rappresentato dalla vaccinazione. 
 CONSIDERATO che
 Il vaccino stagionale è diverso e distinto sia per composizione sia per modalità di somministrazione dal vaccino per la pandemia influenzale da nuovo virus A(H1N1). Il vaccino stagionale non offre, infatti, protezione nei confronti del nuovo virus influenzale pandemico, in quanto i due virus sono diversi.
Tuttavia vaccinarsi contro l’influenza stagionale rappresenta soprattutto quest’anno un’importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, proprio per la possibile circolazione concomitante dei due virus, semplificando la diagnosi, riducendo le complicanze e favorendo l’efficienza dell’assistenza sanitaria.

CONSIDERATO che

Ad aprile, si sono registrati in Messico casi di infezione nell’uomo da nuovo virus influenzale di tipo A(H1N1), precedentemente identificato come influenza suina, mai rilevato prima nell’uomo. Il 24 aprile, l’Oms ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione di questa nuova influenza nell’uomo e al suo potenziale pandemico, alzando rapidamente il livello di attenzione per la preparazione e la risposta a una pandemia influenzale. L’11 giugno, l’Oms ha portato il livello a 6 su 6, dichiarando il periodo pandemico della nuova influenza, cioè l’aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo, L’Oms ha sottolineato il carattere “moderato” di questa pandemia. Come precisato dal Vice Ministro Ferruccio Fazio il massimo livello di allerta per la nuova influenza “non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus”.
SOTTOLINEANDO che

Il Ministero ha istituito un’apposita Unità di crisi, presieduta dal Vice Ministro Ferruccio Fazio, per la sorveglianza e la prevenzione dell’influenza da nuovo virus A (H1N1) e l’attuazione del Piano, concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea, di preparazione e risposta alla pandemia influenzale.

RILEVANDO che


L’arma migliore di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione della popolazione. Il Viceministro alla Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato l’11 settembre l’Ordinanza recante “Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell’Influenza pandemica A/H1N1”. Il provvedimento individua le categorie di persone a cui è diretta l’offerta della vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A/H1N1 a partire dal momento della effettiva disponibilità del vaccino (la consegna alle Regioni e Province Autonome è prevista nel periodo 15 ottobre-15 novembre 2009) fino a copertura di almeno il 40% della popolazione residente in Italia.In ordine di priorità l’offerta vaccinale sarà rivolta a: 

  • persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;

  • donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;

  • persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;

  • persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;

  • persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti.

In particolare sono considerate persone a rischio quelle affette da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati. In base alla disponibilità di vaccino pandemico nel corso della campagna vaccinale potranno essere inserite nel programma anche altre categorie di soggetti.
Con riguardo alle vaccinazioni delle donne in gravidanza, ai soggetti dai 6 mesi ai 17 anni e alle covaccinazioni, verrà emanata una successiva Ordinanza dettagliata a seguito del Parere del Consiglio Superiore di Sanità.

CONSIDERATO CHE

E’ stato attivato dal Ministero il servizio di informazione 1500 sull’influenza A (H1N1).

Il call center 1500 risponde dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 18 ed offre informazioni sui seguenti argomenti:

  • chiarimenti su disposizioni del Ministero

  • misure di prevenzione

  • terapie e corretto uso dei farmaci

  • informazioni per i viaggiatori sull’influenza A (H1N1)

  • situazione nazionale e internazionale dei casi di influenza A (H1N1)

Il servizio di informazione 1500 sull’influenza A (H1N1) è già stato attivo dal 28 aprile scorso al I luglio.

Durante la prima settimana di funzionamento dal 28 aprile al 5 maggio, subito dopo l’allerta internazionale da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono arrivate complessivamente circa 35mila chiamate. Hanno risposto medici del Ministero e operatori appositamente formati.

CHIEDO

che questa Amministrazione, nella persona del Sindaco, primo responsabile della salute dei cittadini promuova azioni per informare correttamente i cittadini stessi sulla nuova Pandemia influenzale e sui corretti comportamenti da tenere in caso e qualora essa si verifichi, evitando inutili allarmismi come pure la sottovalutazione del problema, dando quindi massimo risalto alle disposizioni e alle iniziative , come il call center 1500 ,in tal senso elaborate dal Ministero per la Salute e dalle strutture Sanitarie preposte .

 

Consigliera Comunale IDV Palma Del Zompo

L’assessorato alla Sanità:un ectoplasma?

agosto 27, 2009 Di: Palma Del Zompo Categoria: Politica, Sanità

 

 

 

“Occorre sostanza politica” … così in un comunicato di qualche giorno fa Cittadinanzattiva individuava il nocciolo della discussione (lotta?) sulla Sanità che vede la creazione al sud delle Marche di una Azienda Sanitaria Unica Ascoli-S.Benedetto, già peraltro deliberata dalla Giunta Regionale lo scorso 18 maggio.

Le riunioni succedutesi dopo le dimissioni del Direttore Petrone rimettono al centro del dibattito una evidenza: quanto poco efficace sia stata l’azione di chi, leggi assessore Emili,  avrebbe dovuto informare le assisi politiche preposte, i cittadini  su questi temi e non lo ha fatto.

Dov’era l’assessore Emili con delega alla Sanità, che oggi si affanna a recuperare terreno,, quando, ormai un anno e mezzo fa, la Commissione Consigliare Sanità di cui sono Presidente, aveva messo all’ordine del giorno proprio i temi dell’Area Vasta?

 Dov’era l’assessore Emili, quando attraverso il coinvolgimento dei cittadini e di tutte le forze politiche ( perché la Salute non è di Destra né di Sinistra)  io, Palma Del Zompo cercavo, nella mia veste di Presidente della Commissione Sanità,  proprio di dare forza alle richieste sacrosante di investimenti per le strutture e per il personale, indispensabili per l’Ospedale di S.Benedetto quale parte dell’Area Vasta?  Non si era allora, forse compreso che qui c’è in gioco la nostra salute (lo dico da medico oltre che da soggetto politico), l’offerta sanitaria per tutta la nuova Provincia?

Era ingerenza della politica nella Sanità, come era stato scritto dall’assessore, o forse semplicemente lungimiranza, competenza professionale, lucidità di analisi politica?

Il nostro Sistema Sanitario universalistico (che gli americani si sognano e per cui il Presidente Obama si sta giocando la faccia) per continuare a dare prestazioni di buon livello a tutti, incidendo in maniera tutto sommato accettabile sul PIL (circa il 7-8%), deve fare i conti con l’aumento della domanda sanitaria e con lo spettro del ddl del Governo Nazionale sul Federalismo, che si è posto come obbiettivo una diminuzione di 27.000 posti letto in 5 anni in tutta Italia, comportando perciò una drastica riduzione della possibilità di ricovero ospedaliero per i cittadini.

Il nostro Sistema Sanitario ha bisogno di essere razionalizzato, in particolar modo nella nostra Provincia e la risposta che è stata individuata, quella della integrazione fra i due ospedali, è ragionevole, se realizzata con intelligenza e lungimiranza.

Ma dov’è questa lungimiranza quando fino a ieri, c’era praticamente silenzio assoluto su questi temi, quando si tira fuori l’Ospedale di Vallata per non affrontare la realtà, quando l’assessore regionale Mezzolani dice che i soldi ci sono basta presentare i progetti? A che punto sono dunque gli oltre 30 progetti su cui stavano lavorando i 2 gruppi di lavoro preposti ad hoc? Mi risulta che non si riuniscano da mesi.

Forse il conflitto di interessi latente dell’assessore le impedisce di essere incisiva su questi temi? Forse non ne ha la competenza?

Sconcerta e preoccupa, inoltre,  la lotta fratricida all’interno del Partito Democratico Piceno,  sui temi della Sanità (e non solo) non nel merito delle questioni, ma  strumentalmente in funzione pre-elettorale e pre-congressuale, ex-Margherita contro ex-Ds .

E’ necessario invece che tutte le persone di buona volontà si facciano carico delle problematiche della Sanità locale con proposte concrete discusse in Consiglio Comunale alla presenza della cittadinanza, dove peraltro sono presenti significative competenze professionali in campo sanitario, prima di avviare discussioni istituzionali ad altri livelli .

E’ ora di uscire dalle segrete stanze!

 Quello che è in gioco è la gestione della salute di tutti noi Sambenedettesi e Piceni.

 Io, Palma Del Zompo, come cittadino, medico e  consigliere comunale di Italia dei Valori di S.Benedetto, ci sono e ci sarò!

 

Palma Del Zompo 

Consigliere Comunale Italia dei Valori e Presidente della V Commissione Consiliare Affari Sociali e Sanità